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sabato 25 aprile 2015

Namaskar... bellissima Kathmandu

Bea e Sadhu























Nel 1992 sono stata in un paese bellissimo, con gente meravigliosa. Un piccolo paradiso in terra con edifici storici unici nel loro genere e così minuziosamente decorati da sembrare merletti... Le finestre in legno, delle case, capolavori di intagliatori di una bravura indescrivibile.

centro di Kathmandu























Oggi un fortissimo terremoto ha distrutto chissà quanti di questi capolavori e ucciso chissà quante di queste splendide miti genti!
Che grande dispiacere nel mio cuore, conosco la paura che si prova quando tutto ti si muove intorno e tu non sai cosa fare.
Svegliarsi nel cuore della notte con i boati che spezzano il silenzio e il letto che sembra indemoniato. Saltare in piedi e non riuscire a starci in piedi, cercare gli affetti, assicurarsi che stiano bene e realizzare che devi uscire... devi uscire di casa.
E noi abbiamo case e, case forti.

Nepal- momenti di vita























In Nepal, la maggior parte delle case è fatta con materiali poveri, non oso pensare alla devastazione, non ho il coraggio di guardare le fotografie che arrivano a testimoniare il disastro.
Certo sono passati tanti anni e io non sono più tornata, molte cose saranno cambiate, ma sono certa che ci siano ancora tantissime case uguali a quelle del '92
Voglio ricordarmela così, come la vidi allora, quando feci fatica a trovare una guida che mi aiutasse a capire dove andare, cosa vedere, come muovermi.
Voglio ricordare la Durbar Square e la Kumari che mi punta i suoi occhi addosso mentre passa sopra la folla seduta sul suo palanchino.

Nepal - Kathmandu























Il nostro accompagnatore, poco più che un bambino, ora sarà un uomo, guadagnava di più lui accompagnando in giro i turisti, che il padre che, se non ricordo male, lavorava in un ufficio.
Ci era stato consigliato da un volontario italiano che lo seguiva e gli insegnava la nostra lingua e l'inglese, l'intenzione era di farlo studiare perché diventasse un buon operatore turistico.
Chissà se ci è riuscito, il ragazzino era bravo e sveglio, ci siamo tanto raccomandati pure noi che continuasse a studiare.
Lui è uno dei tanti frammenti di viaggi che ogni tanto ritornano.
Lui che cammina dondolando la sporta del nostro lunchbox, che alla fine è diventato il pasto di chi ne aveva più bisogno.

Il nostro amico-guida























Lui che l'ultimo giorno, per ringraziarmi dei doni ricevuti, mi portò per ricordo il braccialetto di legno della sorellina, avendo capito la mia passione per i monili tradizionali.
Era così piccolo quel braccialetto che non lo avrei mai potuto mettere, ma è ancora nei miei portagioie!
E c'è il bimbo di Pashupatinath, ricordate?
Chissà che ne è di loro, si saranno fatti una famiglia, avranno una casa?
In tutti questi anni potrebbe essere successo di tutto, ma oggi viene spontaneo sperare che non gli sia mai successo nulla, che il bimbo abbia trovato un futuro migliore e che questo ragazzino sia diventato una brava guida professionista.

Kathamndu e dintorni























E che anche oggi, in questa giornata di devastazione, la fortuna abbia baciato loro la fronte salvandoli.
Chiedo scusa se questo non è il solito post di viaggio, ma ho sentito questo irrefrenabile bisogno di ricordare e di dirlo a qualcuno.

Già lo tsunami del 2004 aveva creato un senso d'angoscia al pensiero di cosa poteva essere successo a chi avevo conosciuto nello Sri Lanka durante questo stesso viaggio. Ma allora non avevo ancora il blog ed ora ho realizzato che scriverne è un modo per ricordarli per sempre indipendentemente da quello che ne è della loro vita.

per le strade di Kathamndu

























Se qualcuno volesse dare un aiuto, oltre alle varie associazioni che potete trovare in questa pagina Facebook, vi segnalo una piccola Onlus che opera in loco dal 2011, Human Traction (post aggiornato il giorno 26 aprile 2015)


giovedì 2 aprile 2015

Parigi - Visitare Montmartre

Parigi























Di ritorno dalla Ville Lumiere, delle cui luci non ho goduto poiché la sera ce ne stavamo in casa al calduccio...la prima cosa di cui vi parlo è Montmartre.
Sarà che abbiamo trovato un delizioso appartamento qui, sarà che è un quartiere che ritengo a dimensione umana, vivibile e fornitissimo di ogni servizio, è di certo la Parigi che ci è piaciuta di più, di quanto visitato in questi cinque giorni.
Vi lascio un itinerario per visitarla passeggiando e godendo della sua tranquillità.


























Sì Montmartre, nonostante sia molto turistica, regala ancora angoli molto tranquilli e caratteristici, fortunatamente la massa si concentra nei soliti luoghi, i più conosciuti.
Fermata della metro chiamata Blanche, quartiere di Pigalle, inizia da qui la nostra passeggiata, dall'altra parte della strada, sulla destra salendo la scalinata della metropolitana la prima tappa del tour: il Moulin Rouge.

Parigi - Moulin Rouge























Montmartre inizia qualche passo oltre; dopo le foto di rito, immortalandovi davanti al locale notturno più famoso del mondo, prendete la rue Lepic e iniziate la salita, dopo un centinaio di metri al numero 15, incontrate la brasserie resa famosa da "Il fantastico mondo di Amelie" ovvero il bar dove lavora la protagonista del film, proseguite fino all'incrocio con rue Des Abbesses e fate una breve deviazione in rue Joseph de Maistre per vedere il cimitero del quartiere.
Conosciuto anche come Cimetière du Nord, come tutti i più importanti di Parigi, anche questo è un cimitero monumentale e al suo interno riposano molti personaggi famosi. Da Truffaut a Nijinsky, da Degas a Offenbach passando per Dalida e Goulue la prima vedette del cancan francese, sono tante le tombe cui rendere omaggio.
Ritornate sui vostri passi per riprendere la salita di rue Lepic, fermatevi all'incrocio con rue Tholozè,  riconoscibile per il ristorante che vi si trova "Autour du Moulin", ora giratevi e...sorpresa, guardate che c'è alle vostre spalle...Le Moulin de la Galette, il cancello d'ingresso di uno dei più vecchi cabaret di Montmartre.

Parigi























Se alzate lo sguardo verso l'alto potrete vedere anche il mulino che ora è stato ristrutturato ma che non è visitabile poiché si trova nel giardino di una proprietà privata. Poco più avanti, sempre sulla rue Lepic l'altro ingresso ancora funzionante perché ora vi si trova un ristorante e alla sua sommità l'altro mulino che faceva parte del locale notturno, il Moulin Radet.

Parigi























Alla fine di rue Lepic vi ritrovate in Place Jean Baptiste Clement, tenendo la sinistra alla sommità del breve tratto di strada vedrete diversi cartelli turistici, siete arrivati nel cuore di Montmartre.
Non potete non accorgervene, alla vostra destra inizia il girone dei locali!
Cafè Montmartre e Le Consulat i primi che incontrate...potete passare ore a curiosare fra i vari negozi di souvenir e cineserie, se avete fame le varie pasticcerie, forni, ristoranti vi sazieranno.
Io vi consiglio di proseguire lungo la rue De Saules per godere ancora un poco di quell'aria romantica e bohemien delle zone non affollate dai turisti e per vedere tre luoghi storici quasi dimenticati:
La Maison Rose, il bistrot reso "eterno" da Utrillo per averlo ritratto in uno dei suoi quadri più famosi. Resta ancora così, un caffè-ristorante, peccato che sia frequentato solo da turisti...

Parigi























Le Lapin Agile uno dei cabaret più vecchi di Parigi, quasi sconosciuto ora, deve questo nome al caricaturista André Gill che nel 1875 disegnò l'insegna (una delle più famose di Parigi nel mondo). Il disegno riproduce un coniglio che salta in una padella, da qui  il nome: Le Lapin à Gill e in un attimo il gioco di parole l'ha trasformato in Agile. L'insegna originale è conservata al museo di Montmartre vicinissimo al cabaret. Le Lapin Agile è tutt'ora attivo e vi si esibiscono giovani artisti della città mantenendo la stessa formula di allora. Cantautori, cantastorie, barzellettieri e quant'altro senza microfoni ne palchi.

Cabaret - Parigi























Clos Montmartre, ovvero la vigna di Montmartre. Eh, sì...non vi sembrerà possibile ma è così, una vigna in città. Un'antichissima vigna visto che parrebbe essere di origine gallo-romana. Resta lì a beneficio della comunità, viene ancora coltivata e se ne ricava vino che viene venduto all'asta per i bisognosi de la Butte (come viene abitualmente chiamata Montmartre dai cittadini). I pareri sulla produzione sono contrastanti, c'è chi scrive che si arriva a un migliaio di bottiglie, chi a circa 500, cosa certa, non è visitabile tranne forse su richiesta e per gruppi numerosi. L'unico modo per vederla "aperta" è andare ad ottobre durante la festa della vendemmia.

Vigna di Montmartre























Come dicevo vicinissimo a Clos Montmartre, in rue Cortot, c'è il museo di Montmartre che raccoglie dipinti, manifesti ed altre immagini del quartiere all'epoca dei grandi artisti, da Toulouse-Loutrec a Utrillo, Modigliani e tanti altri.
Tornate verso il centro turistico risalendo rue Du Mont Cenis e vi troverete in Place du Tertre famosa per essere la piazza degli artisti.
Se riuscite a passare incolumi all'assalto dei numerosi caricaturisti che cercano di attirare la vostra attenzione in ogni modo, potrete soffermarvi a osservare le opere di pittori in alcuni casi bizzarri, in altri davvero bravi e apprezzabili, se siete interessati ad un'opera cercate di contrattare perché abbiamo scoperto che gli artisti non son più quelli della belle époque, ora sparano alto...parecchio alto!
Avete ancora molto da vedere, la basilica Sacré Coeur non è lontana, proseguite lungo la rue Du Mont Cenis che facendo una curva a sinistra prende il nome di rue Saint-Eleuthere, oltrepassate l'ingresso della funicolare e godete della magnificenza della basilica, che per me è la più bella di Parigi.

Parigi























Ora dedicatevi alla visita del Sacre Coeur, l'interno alla chiesa è gratuito mentre se volete salire sulla cupola il biglietto costa 5 €
Ammirate i giardini e la scalinata della Butte davanti alla basilica sempre piena di artisti di strada, ognuno con la sua specialità e un drappello di gente che lo circonda, potete scegliere se scendere passando di esibizione in esibizione o approfittare della funicolare.
Ai piedi della scalinata prendete a destra e dirigetevi verso la fermata della metro Abbesses, non potete sbagliare, andate sempre dritto e godetevi le tante vetrine, vi accorgerete di essere arrivati per la pensilina della metro e per l'antica giostra con cavalli, un altro angolo apparso nel film di Amelie.

Parigi























Possiamo dire che il giro turistico è terminato?
Si e no, se quel che vi interessa sono i punti salienti, potete prendere la metro e ritornare al vostro albergo, se come noi avete scelto di dormire a Montmartre e di far finta di viverci preferendo un appartamento ad un hotel, proseguite lungo la rue Abbesses e chiudete la giornata facendo spesa nei tanti negozi di alimentari che più che negozi sono boutique del cibo. Dalla fromagerie (mai vista una scelta così varia a ben presentata) al negozio di primizie, rosticcerie e take way, forni e pasticcerie, una pescheria superfornita e tanto altro ancora, c'è davvero l'imbarazzo della scelta per preparare una romantica cenetta da gustare guardando i tetti di Parigi e la siloutte del Sacrè Coeur sullo sfondo.
Se avete ancora energie da spendere dopo questa lunga giornata, allora la cena merita essere consumata A La Pomponnette, tipico ristorante bistrot francese, nato agli inizi del secolo scorso e che ha visto ospiti illustri come Poulbot e Gen Paul, tavolini minuscoli e vicini vicini, luci da abat-jour e ricette che sembrano uscite dalla cucina di casa, questo ancora il clima che vi accoglierà.
Vi auguro una buona passeggiata con qualche altra foto

Parigi






















Montmartre - Parigi
la Butte - Montmartre
Montmartre - ParigiParigi
Parigi


























venerdì 13 febbraio 2015

SUDAFRICA - alla scoperta dell' Western Cape

Conoscete bene ormai la nostra passione per questo paese, così come per l' India che ci ha avuto ospiti per ben 5 volte, il Sudafrica sta diventando per noi una seconda casa.
Questo inverno abbiamo deciso di approfondire una zona toccata solamente di sfuggita nel viaggio in camper del 2010.
L'unico problema è che ci vorrebbero mesi per vedere bene tutto e così noi ci dedicheremo solamente alla costa.
Il nostro itinerario si snoderà da Cape Town e la Penisola del Capo, fino a sconfinare nella provincia dell' Eastern Cape per dedicare alcuni giorni al safari a cui non vogliamo assolutamente rinunciare.
Se volete seguirci in questa nuova avventura non avete che da aggiungere il blog fra i preferiti, poco alla volta vi racconterò le meraviglie delle nostre tappe.

Cape Town visto dalla Table Mountain

















I primi giorni passati a Cape Town con la scoperta della città, il quartiere di Bo Kaap, di cui vi ho già parlato, il Waterfront e la sua elegante Marina, il centro città  fra storia e mercatini e l' emozionantissima visita a Robben Island


Cella Mandela























Ci spostiamo al Wilderness National Park dove pochi turisti occidentali fanno tappa e dove noi ci siamo goduti un bel giro in canoa

Giro in canoa























Siamo arrivati oltre Port Elizabeth per raggiungere l'Amakala Game Reserve per regalarci 3 giorni di safari, ebbene sì questa volta non in self drive, ma rigorosamente accompagnati da ranger. Ma dal momento che noi dobbiamo sempre trovare qualcosa di "diverso" abbiamo scelto di dormire in un campo tendato da "pionieri" piccolo e raccolto e soprattutto senza elettricità!

Panorama Amakala








Tornando sui nostri passi facciamo tappa allo Tsitsikamma National park. Chi di voi conosce queste foreste secolari, le poche restate intatte dalla colonizzazione?
Questa è la zona degli sport estremi o semplicemente avventurosi, qui potete lanciarvi da uno dei ponti più alti del mondo per un bungee jumping da urlo, oppure fare discesa in corda doppia o ancora scendere lungo torrenti con i tubing.
Noi abbiamo scelto di provare a volare, lasciandoci scivolare in mezzo alla foresta fra un albero e l'altro agganciati a cavi d'acciaio: il canopy tour è una divertente esperienza accessibile a grandi fino 70 anni e piccini a partire dai 7 anni.

Panorama Tsitsikamma






E ancora costa e sempre costa con la deliziosa sosta a Cape Agulhas, dove l'oceano Atlantico e l'oceano Indiano si danno la mano senza lasciarne segno, la toccata e fuga a Gansbaai per permettere al mio pazzo marito di fare un bagnetto in compagnia dei famosi squali bianchi.
Per finire sulla Penisola del Capo fra pinguini, fari, spiagge e scogliere...Cape Point, la Table Mountain e la famosissima Chapman's Peak una delle più belle strade panoramiche del mondo.
Insomma 2500 chilometri di ohhh e di wow, 2500 chilometri che vi invito a rifare con me, pezzetto alla volta.

tramonto



giovedì 13 novembre 2014

REDIPUGLIA - PRESENTE!

Vi presento una cara amica, Tamara.
Lei è friulana, amante della montagna e legata alla sua terra, da oggi ci farà compagnia provando a svelarcela poco alla volta...

Redipuglia















Vi voglio portare in un luogo che evoca echi lontani di guerra, in cui il silenzio assoluto ti avvolge, in cui puoi immaginare il tormento e il patimento degli uomini, in cui respiri la Storia.
Questo luogo si trova a pochi passi da Gorizia ed è il Sacrario Militare di Redipuglia, in Comune di Fogliano di Redipuglia.

Redipuglia























E’ il più grande sacrario militare d’Italia realizzato sulle pendici del Monte Sei Busi e custodisce i resti di più di centomila soldati caduti nelle battaglie, svoltesi nelle zone circostanti, durante la Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo nella zona di confine tra Italia, Austria e Slovenia (ex Jugoslavia).
Abbiamo deciso di fare questa sorta di “pellegrinaggio” proprio in occasione del centenario dello scoppio della “Grande Guerra”.
Prima di salire al Sacrario vero e proprio composto da tre livelli e le cui tre croci sulla sua sommità richiamano l'immagine del Monte Golgota e la crocifissione di Cristo,

Redipuglia


















decidiamo di visitare il Colle S. Elia ora chiamato “Parco delle Rimembranze”  che si trova proprio di fronte al Sacrario.
Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio, prendiamo il viale che ci porterà ad ammirare una colonna romana,  a ricordo di tutti i caduti di tutte le guerre, proveniente dalla vicina Aquileia.
Lungo il viale si trovano cippi commemorativi in pietra carsica con riproduzioni di cimeli ed epigrafi:

Redipuglia


Redipuglia





















































come la stufa da trincea

Redipuglia

































o il telefono da campo

Redipuglia























ed epigrafi commemorative dedicate ai diversi Reparti
In questa passeggiata  il silenzio e il rispetto sono palpabili…un silenzio innaturale, si respira un’atmosfera particolare.
Lasciato il Colle S. Elia, attraversiamo la strada e ci troviamo di fronte l’imponenza del Sacrario che mette un po’ soggezione, non solo per la sua Storia ma soprattutto per quello che simboleggia.
Percorriamo la “Via Eroica” lastricata di targhe in bronzo indicanti i nomi delle varie località carsiche in cui sono state combattute le battaglie, arrivando alle Tombe dei Generali: qui è sepolto il Comandante della Terza Armata Emanuele Filiberto Duca d'Aosta su sua espressa volontà.
Iniziamo la salita i cui gradoni custodiscono le spoglie di quasi 40.000 soldati identificati; è impressionante...credo che ognuno di noi riesca atrovare il proprio cognome, magari un trisnonno o un lontano parente...quasi una specie di albero genealogico!
Sopra ogni gradone so legge la scritta "PRESENTE", ripetuta quasi all'infinito.

Redipuglia


























Arriviamo alla sommità della gradinata dove si trovano due grandi tombe comuni dei 60.000 soldati ignoti

Redipuglia























Ci addentriamo alle spalle del Sacrario dove si trovano due sale Museali (Chiuse! Sigh!) e l’Osservatorio con un plastico del territorio e delle battaglie.

Redipuglia























Il Sacrario lo avevo visitato da piccola, probabilmente in gita con la scuola, ma tornarci da adulta e con mio marito, che di lavoro fa proprio il militare, mi ha dato delle emozioni forti, molti pensieri si accavallano; e proprio mentre scendiamo la lunga scalinata i miei occhi incontrano questo:

Redipuglia























forse un omaggio di qualcuno che ci ha preceduto….o, come mi piace pensare, un simbolo ed un segno di speranza in questo luogo che è si di morte ma soprattutto di ricordo e di monito.

“…Questa certezza che la sua vita dipendesse dalla mia volontà, mi rese esitante. Avevo di fronte un uomo”
(tratto da “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu)


INFORMAZIONI
Redipuglia è’ raggiungibile in auto (autostrada Venezia-Trieste, uscita Redipuglia proseguendo per 2 km in direzione Fogliano Redipuglia), in treno (stazione ferroviaria di Redipuglia sulla linea Udine-Gorizia-Trieste), in aereo (aeroporto di Ronchi dei Legionari, 5 km).

Sempre aperto
Per la visita alle salette museali, Si consiglia di contattare la direzione per gli orari di apertura e chiusura
Segnalo anche il piccolo Museo a fianco del parcheggio in cui sono contenuti cimeli, uniformi e lettere dei soldati:
Via III Armata
34070 Fogliano Redipug
lia (GO)
Tel. +39 0481 489024
Sentieri di Pace
Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica di Fogliano Redipuglia
Via III Armata, 54
I-34070 Fogliano Redipuglia (GO)
Tel. +39 0481 489139
plfogliano@tiscali.it


APPROFONDIMENTI


Vorrei segnalare una bella iniziativa:
“Il cammino della memoria”, quasi 2.000 km percorsi a piedi nei luoghi simbolo della Grande Guerra.


LIBRI

“Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu (ed. Einaudi – anche ebook)
Ambientato sull’Altipiano di Asiago (non lontano da qui) è un libro memoria  che Lussu , ufficiale della Brigata Sassari, scrisse durante i suoi giorni sull’altopiano tra il giugno del 1916 e il luglio del 1917. E’ ritenuto a ragione, secondo il mio modesto parere, una delle più grandi opere sulla Prima Guerra Mondiale.


“Catastrofe 1914 – L’Europa in guerra”  di Max Hastings (ed. Neri Pozza – anche ebook)



sabato 7 giugno 2014

Safari per tutti!

Safari in Uganda























Come nei viaggi, anche nel safari c'è chi preferisce il fai da te e chi compra il pacchetto completo.
Noi siamo dei safaristi fai da te, sì anche in questo caso preferiamo la solitudine del self drive...
E' la formula che più ci calza a pennello, in cui avventura e libertà si sviluppano alla massima potenza.
Ci sono diverse possibilità e diversi livelli di difficoltà per questo tipo di safari.
Il più semplice, e quindi adatto ai principianti e ai bambini di qualsiasi età, è il self drive in Sudafrica, i parchi nazionali ben organizzati danno la possibilità di accedere anche con auto normale, ci sono sistemazioni comode in bungalow e aree camping, pensate che ci si può andare anche in camper, per chi ama il fuoristrada, ma senza esagerare, esistono percorsi dedicati di diverse difficoltà.
Se invece avete esperienza di guida in fuoristrada e sapete usare un navigatore satellitare potete cimentarvi in un safari più impegnativo recandovi in Botswana.
E se volete il safari più estremo, piantate la tenda nella natura (quasi ogni parco o riserva dispone di aeree attrezzate), sedete intorno al fuoco e per tetto…. milioni di stelle.
Attenzione però all’organizzazione, perché avventura e libertà non si trasformino in una brutta esperienza.
Foratura camper




Al di fuori del Sudafrica e della Namibia, che sono paesi “facili” da affrontare anche per chi non ha mai intrapreso viaggi fai da te,per gli altri paesi, prima di organizzare senza supporto di operatori del settore, è preferibile avere un minimo di esperienza in viaggi autonomi e consultarsi sempre con chi conosce già il paese oltre a prendere molte informazioni, assicuratevi che il buon senso vi accompagni sempre!












Se non siete degli intrepidi potrete scegliere il Kenya optando per safari accompagnati anche di pochi giorni alloggiando in lussuosi lodge o in un semplice campo tendato fisso, oppure partecipare a safari di gruppo di più giorni nei parchi del Botswana e della Tanzania, così come in Kenya o in Zimbabwe.
Due modi molto diversi di approcciarsi alla natura ma che hanno in comune l'amore e la curiosità per gli animali. Non sempre però si è preparati per questa esperienza, spesso mancano informazioni di base piuttosto importanti per poter godere del viaggio senza creare danni a se stessi e all'ambiente che ci circonda, e allora ho pensato di raccogliere qualche informazione per aiutare chi si accinge a partire:

Regole del safarista responsabile
Ci sono regole ufficiali da seguire durante un safari che sono stabilite dalle autorità competenti e locali, questo per ogni paese che visiterete.
Io mi limito a dare dei consigli generici per il rispetto dell’'ambiente sulla base delle mie esperienze.

Prima di partire:
Acquistate un manuale sugli animali e se, siete amanti del birdwatching, uno sugli uccelli vi aiuteranno a conoscere meglio abitudini e comportamenti delle creature che incontrerete. Ci sono due manuali molto ben fatti in vendita presso AIEA
Fate la valigia con indumenti dai colori neutri (beige, marrone, verde scuro etc…) comodi e di tessuti naturali, scegliete scarpe comode e se prevedete dei walking-safari portatevi degli scarponcini da trekking, per la sera un indumento caldo (pile o felpa).
Se il viaggio ha in previsione molti spostamenti in fuoristrada o in piccoli aerei, preferite borse morbide a valigie rigide.
Non dimenticate: binocolo, occhiali da sole, un cappello a larga tesa, la crema solare e ovviamente l’ attrezzatura fotografica.


















Durante i safari:
Non dimenticate che la vostra presenza in un parco o riserva è già una forma di intrusione, quindi le norme comportamentali dovrebbero servire a ridurre al minimo la vostra interferenza con l’ambiente.
Nel caso di safari accompagnati, cercate di ascoltare e rispettare sempre i consigli della vostra guida e/o autista ( in quanto esperti della savana e del comportamento degli animali).
Non chiedete di fare i fuoripista per vedere gli animali più vicino, perché, per non deludervi, il vostro autista potrebbe provarci sul serio con la conseguenza di rovinare la vegetazione ed invadere gli spazi dei padroni di casa. (Cosa che purtroppo succede molto spesso soprattutto in Kenya e Tanzania)
Evitate di fumare durante i safari, non si è mai visto un leone per quanto grosso e rilassato con una sigaretta fra le labbra!!! Potete fumare una volta arrivati al lodge, ma se proprio non potete farne a meno NON GETTATE IL FILTRO.
Non infastidite gli animali evitando di fare rumori inutili, urla, schiamazzi, evitate anche di fotografare utilizzando il flash.
Non cercate di dare da mangiare agli animali, le scimmiette, si sa, sono molto simpatiche, ma anche molto invadenti, se le invitate a prendere una banana ne vorranno mille e non sarà facile togliersele di dosso.
Vervet monkey























Non avvicinatevi troppo agli animali, di norma non si può uscire dall’auto, tranne che nelle aree segnalate, se decidete di farlo sapete che correte un grosso rischio, gli animali selvaggi sono imprevedibili e pericolosi, inoltre spesso dove tu non vedi nulla potrebbe esserci un felino in agguato!
Se siete in self drive: rispettate i limiti di velocità che di solito si aggirano sui 40 km/h, ricordate che gli animali hanno la precedenza assoluta, entrate ed uscite dai parchi solo attraverso i “gate” autorizzati, rispettate gli orari dei ingresso ed uscita dai parchi.
Non lasciate rifiuti in giro, anche se si tratta del torsolo di una mela, fate un sacco spazzatura e riportatelo al lodge.
Non raccogliete e portate via niente dai parchi, per esempio ossa, rami secchi, piante, semi, insomma niente proprio niente, tutto ciò che si trova sul suolo da un suo specifico servizio all’ ambiente in cui si trova.
Non acquistate prodotti derivanti da animali e/o piante protette per esempio avorio, pelli, conchiglie, ossa etc…
Safari con bambini:
il safari è un attività che piace molto ai bambini, ma è meglio tenere presente che, bambini particolarmente
vivaci possono avere problemi nel restare per troppe ore chiusi in un auto senza mai potersi muovere e saltare, inoltre potrebbero essere di disturbo per gli eventuali compagni di viaggio o addirittura fare scappare gli animali. Diversi lodge, soprattutto in Kenya, Tanzania, Botswana, non accettano bambini al di sotto dei 7 anni. Diverso l’atteggiamento dei parchi del Sudafrica ove spesso esistono spazi a loro dedicati. Sembrerà strano, ma molto probabilmente, la formula del self drive sudafricano è la migliore scelta per chi ha bambini, in special modo molto piccoli. Potete infatti muovervi più liberamente e organizzarvi in base agli umori di vostro figlio. Scegliendo per esempio di non allontanarvi troppo dal campo in modo da poter rientrare in caso di bisogni impellenti o scegliendo percorsi ove siano presenti aree di sosta e pic-nic!

  

domenica 13 aprile 2014

Viaggiare in modo responsabile

Molti approfitteranno dei vari ponti dei prossimi giorni per partire e farsi un bel viaggetto, che lo facciate da soli o con un gruppo ben organizzato non importa, l'importante è avere coscienza che quando si viaggia non si fa solamente del bene a se stessi ma si entra in contatto con culture e tradizioni diverse, si è ospiti a casa di altri, quindi sarebbe bene presentarsi con educazione, in punta di piedi e soprattutto con rispetto!
Molto probabilmente durante il vostro viaggio, vi capiterà di visitare villaggi e interagire con la gente del posto, ecco qualche consiglio da amica per il rispettare meglio chi vi ospita.

Vietnam - villaggio Dzao














Prima di partire:
Ricordate di prendere più informazioni possibili sul paese che vi accingete a visitare, soprattutto sugli usi e costumi. Ora abbiamo internet che ci aiuta tantissimo, una miniera di informazioni, sfruttiamola, vent'anni fa, quando ho iniziato a viaggiare io, era molto più difficile.
Eventualmente confrontatevi con persone che sono già state in loco e chiedete consiglio, i blog, i forum e i gruppi di viaggio sui social servono anche a questo.
Acquistate una buona guida, vi aiuterà ad avere sempre sott’occhio eventuali regole di comportamento.
Se potete, cercate di organizzare il viaggio usando i servizi della popolazione locale, con qualche forma di impegno nei confronti delle comunità e/o dell’ambiente, in questo modo favorirete l’economia locale.
Ricordate che l’'acqua è un bene prezioso, non sprecatela!

Athirapally waterfalls























Durante il viaggio:
Cercate di confrontarvi con la cultura del posto, senza pregiudizi e senza imporre stili di vita e abitudini lontane dalla mentalità che vi ospita.
Cercate di avere il massimo rispetto per le religioni e per i luoghi di culto, anche nella nostra bella Italia vedo troppo spesso persone che entrano in chiesa senza un abbigliamento adeguato!
Un piccolo trucco: portate sempre con voi un paio di pareo, possono essere buttati sulle spalle se siete troppo scollacciati e possono essere usati per coprire le gambe se avete pantaloncini troppo corti. E...signori uomini...quando entrate in chiesa ricordate di togliere il cappello, mentre potete coprirvi il capo in una sinagoga o in una moschea.

Ragazza che prega

































Non ostentate ricchezza, in vacanza non ne avete bisogno, nessuno vi conosce, che soddisfazione ne potete trarre?
Per le signore – a meno che non siate certe di dover partecipare a serate di gala, lasciate a casa borsette, tacchi, smalti e gioielli, vi resterà più spazio per i souvenir in valigia!!!
Supportate l’artigianato locale, facendo attenzione a non acquistare prodotti fatti con piante e/o animali protetti (avorio, pelli, conchiglie etc..)
Non “raccogliete” souvenir dall’ambiente, lasciate le cose al loro posto perché in natura tutto serve, anche una conchiglia sulla battigia.

Isola Tioman - Malaysia























Cercate di essere discreti nel fotografare le persone, nel dubbio chiedete il permesso.
Riducete al minimo le tracce del vostro passaggio, evitate quindi di fare elemosina soprattutto ai bambini, perché devono imparare che per vivere bisogna studiare e lavorare. Se volete fare dei doni (abiti, quaderni, penne etc..) fateli in modo intelligente quindi presso missioni, orfanotrofi, associazioni benefiche e se proprio li volete fare in modo diretto fateli sotto forma di scambio, un informazione per un cappellino o un oggetto per una maglietta, o in aggiunta ai soldi in una contrattazione, per esempio con il ragazzo del risciò che scarrozzerà per un paio di giorni a zonzo per la città!
Non date caramelle ai bambini, non tolgono la fame e non fanno bene ai denti, già rovinati dalla malnutrizione…, meglio un frutto o un alimento locale.

Tutti a scuola - Chattisgarh - India


























Al vostro rientro dal viaggio
Porterete a casa ricordi e forse vi prenderà un po’ di nostalgia, ma cercate di riflettere su ciò che avete visto e conosciuto, può aiutare….

Se avete preso impegni tipo invio di cartoline foto o altri favori, cercate di mantenerli e se avete notato situazioni gravi e intollerabili segnalatele alla AITR (Associazione Italiana TurismoResponsabile)

Spero che queste poche righe vi possano essere utili e se avete suggerimenti per arricchire questi consigli, lasciateli pure nei commenti, io sarò felice di aggiungerli all'articolo!