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venerdì 13 febbraio 2015

SUDAFRICA - alla scoperta dell' Western Cape

Conoscete bene ormai la nostra passione per questo paese, così come per l' India che ci ha avuto ospiti per ben 5 volte, il Sudafrica sta diventando per noi una seconda casa.
Questo inverno abbiamo deciso di approfondire una zona toccata solamente di sfuggita nel viaggio in camper del 2010.
L'unico problema è che ci vorrebbero mesi per vedere bene tutto e così noi ci dedicheremo solamente alla costa.
Il nostro itinerario si snoderà da Cape Town e la Penisola del Capo, fino a sconfinare nella provincia dell' Eastern Cape per dedicare alcuni giorni al safari a cui non vogliamo assolutamente rinunciare.
Se volete seguirci in questa nuova avventura non avete che da aggiungere il blog fra i preferiti, poco alla volta vi racconterò le meraviglie delle nostre tappe.

Cape Town visto dalla Table Mountain

















I primi giorni passati a Cape Town con la scoperta della città, il quartiere di Bo Kaap, di cui vi ho già parlato, il Waterfront e la sua elegante Marina, il centro città  fra storia e mercatini e l' emozionantissima visita a Robben Island


Cella Mandela























Ci spostiamo al Wilderness National Park dove pochi turisti occidentali fanno tappa e dove noi ci siamo goduti un bel giro in canoa

Giro in canoa























Siamo arrivati oltre Port Elizabeth per raggiungere l'Amakala Game Reserve per regalarci 3 giorni di safari, ebbene sì questa volta non in self drive, ma rigorosamente accompagnati da ranger. Ma dal momento che noi dobbiamo sempre trovare qualcosa di "diverso" abbiamo scelto di dormire in un campo tendato da "pionieri" piccolo e raccolto e soprattutto senza elettricità!

Panorama Amakala








Tornando sui nostri passi facciamo tappa allo Tsitsikamma National park. Chi di voi conosce queste foreste secolari, le poche restate intatte dalla colonizzazione?
Questa è la zona degli sport estremi o semplicemente avventurosi, qui potete lanciarvi da uno dei ponti più alti del mondo per un bungee jumping da urlo, oppure fare discesa in corda doppia o ancora scendere lungo torrenti con i tubing.
Noi abbiamo scelto di provare a volare, lasciandoci scivolare in mezzo alla foresta fra un albero e l'altro agganciati a cavi d'acciaio: il canopy tour è una divertente esperienza accessibile a grandi fino 70 anni e piccini a partire dai 7 anni.

Panorama Tsitsikamma






E ancora costa e sempre costa con la deliziosa sosta a Cape Agulhas, dove l'oceano Atlantico e l'oceano Indiano si danno la mano senza lasciarne segno, la toccata e fuga a Gansbaai per permettere al mio pazzo marito di fare un bagnetto in compagnia dei famosi squali bianchi.
Per finire sulla Penisola del Capo fra pinguini, fari, spiagge e scogliere...Cape Point, la Table Mountain e la famosissima Chapman's Peak una delle più belle strade panoramiche del mondo.
Insomma 2500 chilometri di ohhh e di wow, 2500 chilometri che vi invito a rifare con me, pezzetto alla volta.

tramonto



sabato 5 luglio 2014

Kruger National Park

IL PARCO
20.000 km quadrati di estensione, circa 350 km da nord a sud e 60 da est a ovest, il Kruger National Park è uno dei più grandi, antichi e famosi parchi dell’Africa, nonché, il più grande parco nazionale del Sudafrica e il più visitato.
Noi ci siamo stati per la prima volta nel dicembre del 2010, inserito in un viaggio che ci ha portato ad attraversare il paese in camper percorrendo oltre 4500 km in 14 giorni, da Cape Town lungo la costa fino al S. Lucia Lake e poi salendo fino al Blide river canyon per finire all'interno del Kruger e consegnare il mezzo a Johannesburg.
Questo è stato il nostro primo incontro con il safari e gli animali africani ed inevitabilmente è stato un colpo di fulmine, tant'è che in questi quattro anni siamo tornati in Africa ben quattro volte e due di queste anche e soprattutto al Kruger National Park.
panorama con elefante














Il parco vanta una grande abbondanza di fauna permettendo l’avvistamento dei Big Five (bufalo, elefante africano, rinoceronte, leone, leopardo) e non date retta a chi dice che questa non è Africa o che è come andare allo zoo, gli animali del Kruger vivono la loro vita esattamente come nel Masai Mara o nel Serengeti, ogni giorno combattono per la sopravvivenza visto che nessuno gli porta da mangiare e che grazie al cielo non sono chiusi in gabbia.
Carcassa di elefante-Kruger national park
















In realtà potrebbe sembrare uno zoo al contrario, la sera quando si rientra nei campi in “gabbia” ci siamo noi! La fondamentale differenza è che qui il safari lo fai da solo in un ambiente salvaguardato e rispettato. E quando dicono che a volte ci sono situazioni caotiche con assembramenti di auto nei pressi degli avvistamenti, è vero, ma se ci si attiene alle regole di comportamento, tutti si riuscirà a vedere gli animali senza disturbarli e infastidirli…in ogni caso state pur certi che gli animali se non sono a loro agio se ne vanno. Ma mi risulta che non sia così diversa la situazione negli altri parchi africani, un esempio? La famosa migrazione con attraversamento del fiume nel Masai Mara si ritrova con situazioni ugualmente caotiche e se nel Kruger ci sono una decina di auto vicino ad un leone, qui arriviamo a numeri  ben superiori. Quindi io non parlerei di differenza di luoghi, ma di differenza di modi.

UN PO’ DI INFORMAZIONI
Il Kruger National Park si trova nella zona a nord est della nazione e confina a nord con lo Zimbabwe e a est con il Mozambico con i quali, il 10 dicembre del 2000 è stato firmato un protocollo d’intesa per la formazione del Great Limpopo Transfontier Park per  condividere il territorio del Kruger con i parchi: Limpopo National Park (Mozambico), Gonarezhou National Park – Manjinji Pan Sanctuary – Malipati Safari Area (tutti in Zimbabwe). Quando la condivisione sarà completamente attuata, il territorio avrà un’estensione di 35.000 km quadrati.
Al momento i parchi collegati sono: Kruger e Limpopo, da quando nel 2002 è stata abbattuta una parte di recinzione che li univa e nel 2006 una seconda parte, agevolando così il passaggio fra i due parchi.
Negli ultimi due anni però, a causa di una massiccia attività di bracconaggio il Sudafrica sta pensando di fare una marcia indietro, e tornare ad erigere la recinzione. Se vuoi approfondire l'argomento (clicca qui).
Mopani rest camp-Kruger national park



Punto di forza del parco è la possibilità di fare safari in modo totalmente autonomo e alloggiando nei numerosi campi ben attrezzati, poter stare per lungo tempo facendo così l'esperienza di vivere immersi nella natura senza spese esorbitanti.

Olifants rest camp-Kruger national park

Non tutto il parco è aperto al self-drive, una parte è occupata da concessioni e riserve private con appannaggio esclusivo dei propri ospiti e seguendo criteri di gestione diversi da quelli nazionali, vi assicuro comunque che il territorio “libero” resta la parte maggiore, inoltre ci sono diverse aree del tutto non accessibili tenute volutamente chiuse al traffico per meglio salvaguardare il territorio. (mappa clicca qui)


Il Kruger si raggiunge facilmente da Johannesburg con collegamenti aerei giornalieri su Nelspruit, Hoedspruit e Phalaborwa o con 4-5 ore di auto nella zona meridionale e circa 7 in quella settentrionale. La parte meridionale è la più visitata, essendo quella più facilmente accessibile, ed avendo la maggior concentrazione di animali, ma il parco meriterebbe di essere esplorato in tutta la sua lunghezza per poter meglio conoscere i vari ecosistemi, le specie che li abitano e le loro abitudini. I mammiferi sono distribuiti su tutto il territorio ma ogni specie predilige un determinato habitat.
Noi, in tre visite, lo abbiamo attraversato tutto. Da nord a sud, non tutte le piste ma una buona parte e ci restano da percorre i 4 percorsi off road di cui vi parlerò a tempo debito. La prima volta direi che è stata una toccata e fuga, le quattro notti passate all'interno del Kruger sono servite a farci venire fin dal primo giorno l'irresistibile necessità di tornare, anche perché devo dire, che non esistono molti siti che ti spieghino bene come muoversi nei safari in self drive, come gestire al meglio la giornata, che campi scegliere etc...etc...Forse perché la maggior parte dei turisti stranieri dedicano veramente poco tempo all'esplorazione di questo parco, mediamente non più di 2/3 notti poste all'inizio o alla fine di un viaggio itinerante, e vi assicuro che in questo tempo se non si arriva ben informati si perde almeno un giorno per capire come funziona il tutto! Per noi, appassionati di natura e fotografia per quanto a lungo vi abbiamo soggiornato non è mai stato abbastanza! Così ho pensato di fare un articolo dedicato solo al Kruger, per poter spiegare, spero in modo abbastanza completo, cosa è, come è strutturato, cosa si può fare all'interno e in quale modo. Probabilmente un solo articolo non sarà sufficiente, c’è tanto di cui parlare!

TERRITORIO
Kruger est meridionale:
E’ caratterizzato da vegetazione rigogliosa per le abbondanti precipitazioni che si riversano in questa zona; negli ultimi anni nella stagione delle piogge si sono verificate consistenti alluvioni. Praterie intervallate da fitti boschi con una grande varietà di alberi: acacie, salici del bush, sicomori, mentre per quanto riguarda la fauna la fanno da padroni rinoceronti bianchi, bufali e zebre.
Kruger centrale e orientale:
Racchiuso fra l’Olifants river a nord, che delimita il confine fra regione del Limpopo e regione del Mpumalanga, e il Crocodile river a sud, che crea una barriera naturale nella delimitazione del parco stesso, è la patria dei predatori.
Le precipitazioni, mediamente intense, rendono il terreno fertile, nelle ampie pianure che si trovano nella zona del Satara Rest Camp si incontrano distese di pascoli intervallati da qualche acacia e alberi di marula, habitat di impala, zebre, gnu, questa zona è famosa per gli avvistamenti dei felini, soprattutto leoni che qui trovano prede in abbondanza.
Kruger settentrionale:
L’albero più diffuso è il mopane di cui gli elefanti sono ghiotti, conseguenza la presenza massiccia di questo splendido animale, soprattutto nella zona fra l’Olifants Camp ed il Letama Rest Camp.
Kruger estremo nord:
Da Punda Maria fino al confine con lo Zimbabwe, questa zona si trova in fascia tropicale, qui i padroni di casa sono i maestosi Baobab e durante l’inverno è molto frequentato dagli elefanti che vengono a pascolare nelle praterie tra i fiumi Luvuvhu e Limpopo, in questa stagione è possibile avvistare anche leoni e leopardi soprattutto intorno al Shingwedzi Rest Camp. Paradiso per chi ama il birdwatching che può contare su un’elevata presenza di avifauna con numerose specie non presenti in altre zone.

CLIMA
Sostanzialmente due sole stagioni: l'inverno che coincide con la stagione secca, da maggio a settembre; l'estate, dove si concentrano le piogge, da ottobre ad aprile. Dicono che l'inverno è la stagione migliore per vedere gli animali, grazie alla vegetazione più rada e che non ci sono insetti, tanto meno zanzare, che le giornate sono solitamente terse e piacevolmente calde, le notti si caratterizzano da stellate indimenticabili, ma molto fresche, con punte (rare) vicino ai 0 gradi. Noi siamo stati in estate, le temperature notturne sono molto piacevoli mentre quelle diurne possono essere veramente torride, con punte abbondantemente sopra i 40°, ma la nostra esperienza è stata sempre positiva essendo abituati all’afa ferrarese il caldo della savana non lo abbiamo trovato così fastidioso soprattutto perché l’escursione termica fra il giorno e la notte fa sì che si riesca sempre a dormire senza problemi, anzi, se si dorme in tenda spesso verso mattina serve una coperta!  Alla fine i momenti che possono risultare fastidiosi sono le ore a cavallo fra le 11 e le 16 del pomeriggio, ma se si impara a muoversi  in genere quelle sono le ore in cui ci si riposa presso i campi, in piscina o negli alloggi. Le piogge, possono essere un vero toccasana, e i temporali africani sono così coreografici e violenti da regalare fotografie spettacolari.  La vegetazione esplode, per questo motivo la visione degli animali è più difficile, ma comunque possibile,  la savana è in fiore (soprattutto da ottobre a dicembre) le acacie sono bellissime e profumatissime
Kruger parrk-Acacia
















gli alberi fanno i frutti (dicembre-febbraio), per gli amanti del birdwatching (osservazione degli uccelli) è un paradiso, ma non andate se avete la fobia degli insetti, in questo periodo sono al massimo della presenza, se invece siete amanti del genere potrete contare su macro spettacolari, farfalle notturne di ogni genere, coleotteri , insetti stecco e tanti altri… non conosco i cieli di agosto, ma quelli di dicembre non li scorderò mai…
Notte di stelle in Africa























E’ il periodo in cui avete più ore a disposizione per il safari, poiché le porte dei campi aprono all’alba e chiudono al tramonto, in questo periodo potete contare su 14 ore per girare liberamente anche se alla fine le vostre uscite si concentreranno sulle ore del mattino dalle 4,30 apertura dei cancelli alle 10,30 più o meno  e in quelle del pomeriggio generalmente dalle 16,00 alla chiusura dei cancelli alle ore 18,30.
Il nostro ultimo viaggio è stato ad aprile di quest’anno e devo dire che è un periodo perfetto per andare, la stagione delle piogge volge al termine, la vegetazione è meno rigogliosa che a dicembre, pur restando gli alberi e le zone al limitare dei fiumi, piacevolmente verdi, il bush sta ingiallendo e la savana inizia a prendere la colorazione tipica del periodo secco, così la visibilità degli animali ne giova. Le giornate sono calde ma non fastidiose (25/27 gradi), le serate sono influenzate dal caldo del giorno, se la temperatura si è alzata molto (30/35 gradi), generalmente la sera si potrà stare in maglietta e pantaloncini, ma possono esserci serate adatte alla manica lunga e a volte anche ad una leggera felpa. La notte la temperatura scende intorno ai 17/18 gradi, a volte un po’ meno, e si dorme benissimo con il panno leggero. La mattina presto ovviamente è il momento più fresco della giornata e non è difficile che serva il pantalone lungo e la felpina anche se appena il sole si alza oltre l’orizzonte, ci si ritrova in canotta e pantaloncini!
Calando le temperature, calano gli insetti ed anche la presenza di molti tipi di uccelli.
Potendo scegliere il periodo in cui andare io vi consiglio questo, almeno fino a che non testeremo altri mesi…

MALARIA
La malaria nel Kruger è endemica tutto l'anno, ma da maggio ad ottobre il rischio è quasi inesistente, io aggiungerei aprile, abbiamo visto pochissime zanzare…(Secondo l'ente del turismo sudafricano, le uniche zone a rischio sono quelle nel Kwazulu Natal da fine ottobre a marzo). Anche durante la stagione delle piogge comunque, non è particolarmente elevato. Piove di più a sud che a nord e poiché la malaria la si contrae più facilmente dove la densità umana è maggiore, le regioni del nord sono meno a rischio di quelle intorno a Skukuza. E' ovviamente impossibile fare previsioni esatte. In ogni caso i sudafricani si riversano nel parco in qualsiasi periodo dell’anno con tutta la famiglia, compresi bimbi in carrozzina e quelli con cui ho parlato mi hanno confermato di non fare nessun tipo di profilassi poiché non erano a conoscenza di nessun caso di malattia contratta in loco. In buona sostanza risultano rarissimi casi di malattia contratta. Personalmente, dopo una brutta esperienza di effetti collaterali avuta diversi anni fa, non assumo più farmaci per la profilassi antimalarica e mi affido a prodotti omeopatici, quelli potete farli sempre senza nessun tipo di problema, oltre ad usare ogni possibile modo protettivo (colori chiari, maniche e pantaloni lunghi, repellenti vari, etc..etc..) E' vero che alcuni dei nostri centri specializzati tendono a sopravvalutare il rischio, consigliando spesso terapie che nel contesto del viaggio sono esagerate relativamente al minimo rischio corso. Se dovete stare in area a rischio pochi giorni, e tenuto conto che è un’area a basso rischio, spesso è meglio concentrarsi su una buona prevenzione con abbigliamento adeguato, spray repellenti e quant’altro, piuttosto che imbottirsi, iniziando diversi giorni prima di recarsi in loco e smettendo diversi giorni dopo,  di prodotti chimici che possono danneggiarci in altro modo. Ci tengo a precisare, comunque che io non sono un medico e consiglio di informarsi presso gli ambulatori ASL della vostra città su cosa consigliano ed eventualmente di ragionare in base a quanto tempo restate in loco e su quanto avete attinto dalle informazioni varie e da lì decidere il da farsi. Vi lascio la mappa del rischio malaria di un sito sudafricano per le malattie in viaggio. MALARIA MAP

LIMITI DI VELOCITA'
50 km/h sulle strade asfaltate, 40 km/h su quelle sterrate, ma i limiti massimi non consentono praticamente alcuna possibilità di fare un serio safari. Abbiamo imparato che la velocità più adeguata è intorno ai 20-30 km/h, ed è bene fare frequenti soste per meglio guardarsi intorno anche con binocolo. L'errore più frequente è quello di sottostimare le distanze e, soprattutto, i tempi di percorrenza. Durante i safari prendetevi il tempo che serve. Inoltre, il passaggio di animali è tale che solo a velocità particolarmente ridotte è possibile evitare eventuali collisioni dalla conseguenze sempre molto spiacevoli, anche nel migliore dei casi. Le collisioni possono avvenire con animali di grossa taglia, ma si deve prestare molta attenzione ad animali minori che possono attraversare la strada, come tartarughe, lumache giganti, manguste, camaleonti (in aprile attraversano tutti la strada!) ecc. 

A BREVE VI RACCONTERO' QUALI SONO I NOSTRI CAMPI PREFERITI E COME CI PIACE VIVERE IL PARCO - STAY TUNED

sabato 7 giugno 2014

Safari per tutti!

Safari in Uganda























Come nei viaggi, anche nel safari c'è chi preferisce il fai da te e chi compra il pacchetto completo.
Noi siamo dei safaristi fai da te, sì anche in questo caso preferiamo la solitudine del self drive...
E' la formula che più ci calza a pennello, in cui avventura e libertà si sviluppano alla massima potenza.
Ci sono diverse possibilità e diversi livelli di difficoltà per questo tipo di safari.
Il più semplice, e quindi adatto ai principianti e ai bambini di qualsiasi età, è il self drive in Sudafrica, i parchi nazionali ben organizzati danno la possibilità di accedere anche con auto normale, ci sono sistemazioni comode in bungalow e aree camping, pensate che ci si può andare anche in camper, per chi ama il fuoristrada, ma senza esagerare, esistono percorsi dedicati di diverse difficoltà.
Se invece avete esperienza di guida in fuoristrada e sapete usare un navigatore satellitare potete cimentarvi in un safari più impegnativo recandovi in Botswana.
E se volete il safari più estremo, piantate la tenda nella natura (quasi ogni parco o riserva dispone di aeree attrezzate), sedete intorno al fuoco e per tetto…. milioni di stelle.
Attenzione però all’organizzazione, perché avventura e libertà non si trasformino in una brutta esperienza.
Foratura camper




Al di fuori del Sudafrica e della Namibia, che sono paesi “facili” da affrontare anche per chi non ha mai intrapreso viaggi fai da te,per gli altri paesi, prima di organizzare senza supporto di operatori del settore, è preferibile avere un minimo di esperienza in viaggi autonomi e consultarsi sempre con chi conosce già il paese oltre a prendere molte informazioni, assicuratevi che il buon senso vi accompagni sempre!












Se non siete degli intrepidi potrete scegliere il Kenya optando per safari accompagnati anche di pochi giorni alloggiando in lussuosi lodge o in un semplice campo tendato fisso, oppure partecipare a safari di gruppo di più giorni nei parchi del Botswana e della Tanzania, così come in Kenya o in Zimbabwe.
Due modi molto diversi di approcciarsi alla natura ma che hanno in comune l'amore e la curiosità per gli animali. Non sempre però si è preparati per questa esperienza, spesso mancano informazioni di base piuttosto importanti per poter godere del viaggio senza creare danni a se stessi e all'ambiente che ci circonda, e allora ho pensato di raccogliere qualche informazione per aiutare chi si accinge a partire:

Regole del safarista responsabile
Ci sono regole ufficiali da seguire durante un safari che sono stabilite dalle autorità competenti e locali, questo per ogni paese che visiterete.
Io mi limito a dare dei consigli generici per il rispetto dell’'ambiente sulla base delle mie esperienze.

Prima di partire:
Acquistate un manuale sugli animali e se, siete amanti del birdwatching, uno sugli uccelli vi aiuteranno a conoscere meglio abitudini e comportamenti delle creature che incontrerete. Ci sono due manuali molto ben fatti in vendita presso AIEA
Fate la valigia con indumenti dai colori neutri (beige, marrone, verde scuro etc…) comodi e di tessuti naturali, scegliete scarpe comode e se prevedete dei walking-safari portatevi degli scarponcini da trekking, per la sera un indumento caldo (pile o felpa).
Se il viaggio ha in previsione molti spostamenti in fuoristrada o in piccoli aerei, preferite borse morbide a valigie rigide.
Non dimenticate: binocolo, occhiali da sole, un cappello a larga tesa, la crema solare e ovviamente l’ attrezzatura fotografica.


















Durante i safari:
Non dimenticate che la vostra presenza in un parco o riserva è già una forma di intrusione, quindi le norme comportamentali dovrebbero servire a ridurre al minimo la vostra interferenza con l’ambiente.
Nel caso di safari accompagnati, cercate di ascoltare e rispettare sempre i consigli della vostra guida e/o autista ( in quanto esperti della savana e del comportamento degli animali).
Non chiedete di fare i fuoripista per vedere gli animali più vicino, perché, per non deludervi, il vostro autista potrebbe provarci sul serio con la conseguenza di rovinare la vegetazione ed invadere gli spazi dei padroni di casa. (Cosa che purtroppo succede molto spesso soprattutto in Kenya e Tanzania)
Evitate di fumare durante i safari, non si è mai visto un leone per quanto grosso e rilassato con una sigaretta fra le labbra!!! Potete fumare una volta arrivati al lodge, ma se proprio non potete farne a meno NON GETTATE IL FILTRO.
Non infastidite gli animali evitando di fare rumori inutili, urla, schiamazzi, evitate anche di fotografare utilizzando il flash.
Non cercate di dare da mangiare agli animali, le scimmiette, si sa, sono molto simpatiche, ma anche molto invadenti, se le invitate a prendere una banana ne vorranno mille e non sarà facile togliersele di dosso.
Vervet monkey























Non avvicinatevi troppo agli animali, di norma non si può uscire dall’auto, tranne che nelle aree segnalate, se decidete di farlo sapete che correte un grosso rischio, gli animali selvaggi sono imprevedibili e pericolosi, inoltre spesso dove tu non vedi nulla potrebbe esserci un felino in agguato!
Se siete in self drive: rispettate i limiti di velocità che di solito si aggirano sui 40 km/h, ricordate che gli animali hanno la precedenza assoluta, entrate ed uscite dai parchi solo attraverso i “gate” autorizzati, rispettate gli orari dei ingresso ed uscita dai parchi.
Non lasciate rifiuti in giro, anche se si tratta del torsolo di una mela, fate un sacco spazzatura e riportatelo al lodge.
Non raccogliete e portate via niente dai parchi, per esempio ossa, rami secchi, piante, semi, insomma niente proprio niente, tutto ciò che si trova sul suolo da un suo specifico servizio all’ ambiente in cui si trova.
Non acquistate prodotti derivanti da animali e/o piante protette per esempio avorio, pelli, conchiglie, ossa etc…
Safari con bambini:
il safari è un attività che piace molto ai bambini, ma è meglio tenere presente che, bambini particolarmente
vivaci possono avere problemi nel restare per troppe ore chiusi in un auto senza mai potersi muovere e saltare, inoltre potrebbero essere di disturbo per gli eventuali compagni di viaggio o addirittura fare scappare gli animali. Diversi lodge, soprattutto in Kenya, Tanzania, Botswana, non accettano bambini al di sotto dei 7 anni. Diverso l’atteggiamento dei parchi del Sudafrica ove spesso esistono spazi a loro dedicati. Sembrerà strano, ma molto probabilmente, la formula del self drive sudafricano è la migliore scelta per chi ha bambini, in special modo molto piccoli. Potete infatti muovervi più liberamente e organizzarvi in base agli umori di vostro figlio. Scegliendo per esempio di non allontanarvi troppo dal campo in modo da poter rientrare in caso di bisogni impellenti o scegliendo percorsi ove siano presenti aree di sosta e pic-nic!

  

venerdì 4 aprile 2014

The South Africa - il paese arcobaleno

Desmond Tutu la definì nazione arcobaleno, riferendosi all'ideale di convivenza pacifica fra le varie etnie del paese.
Nelson Mandela, quando ne divenne presidente alla fine dell'apartheid, adottò questo aggettivo fino a farlo diventare parte della cultura del paese.
Letaba River - Sudafrica












Il Sudafrica è proprio questo, un arcobaleno, per le tante varietà di popoli, che finalmente vivono in armonia, ma non solo, il suo immenso territorio vanta deserti, montagne rocciose, praterie, savana, spiagge selvagge e che dire della biodiversità? Partendo dai pinguini passando per gli squali e arrivando ai leoni, quale altro paese al mondo vi permette di vedere tanto in un solo viaggio?

Potholes - Blyde river canyonI pinguini di Boulder's beach

































Popolo Xhosa - iniziati

Molto probabilmente ci sarà chi vi dirà che il Sudafrica non è la "vera Africa", chiedetegli se ci sono mai stati e cosa hanno visitato.
E' vero, che di tutti gli stati africani è il più moderno, ha ben sviluppato infrastrutture e servizi, soprattutto dopo i mondiali di calcio del 2010, molte città non hanno nulla da invidiare a quelle europee, ma, bisogna ricordare che il paese non è solo città e sviluppo.
Offre invece un mix di cultura, natura e paesaggi e spesso basta percorrere 50 km fuori dalle città per ritrovarsi in pieno bushveld
Nelle vastissime zone rurali la cultura africana è ancora molto forte, interi villaggi sono ancora costituiti dalle tipiche capanne a pianta circolare con pareti di fango e tetti di paglia, le comunità restano legate alle tradizioni del proprio gruppo etnico, mantenendo vivi rituali, danze, canti...ma restando ben disposti nell'accettazione degli altri indipendentemente dall'etnia di appartenenza o dal luogo in cui vivono.
Spiaggia sudafricana























Un esempio? Il popolo Venda.
Ci troviamo nella regione del Limpopo, a nord il fiume Limpopo, confine naturale che divide il Sudafrica da Botswana e Zimbabwe.
La terra dei Venda si trova qui, a nord il confine con lo Zimbabwe, a est la parte settentrionale del Kruger National Park a sud la regione di Gauteng.
Poveri villaggi di poche manciate di capanne per lo più radunati in gruppi familiari attraversati da strade polverose di terra rossa. Li lega al presente una città ben sviluppata, Thohoyandou; dove ho avuto la divertente esperienza di trovarmi unica bianca, in una banca modernissima, stracolma di persone in abiti tradizionali coloratissimi, credo di essere stata motivo di discussione per diversi giorni....
Per il resto vivono tramandandosi leggende in un patrimonio naturale dove la Foresta sacra, che il turista non può attraversare a piedi, e il lago Fundudzi sono i principali gioielli.
Ogni luogo ha una sua leggenda, del lago Fundudzi, il luogo più sacro della cultura Venda, si narra che un coccodrillo bianco custodisca gli spiriti degli antenati che lo abitano, nelle sue acque è vietato bagnarsi e se volete porre il giusto rispetto sarebbe bene salutarlo voltando le spalle ad esso e guardandolo attraverso le gambe divaricate chinati a testa in giù, questo saluto si chiama Ukodola
Poi c'è il Sudafrica dei safari, da tutti conosciuto per merito del parco più grande del paese e fra i più antichi e rinomati di tutta l'Africa, il Kruger National Park.
In realtà i parchi nazionali sono 19, seguiti dalle bellissime riserve dell' Ezemvelo KZN Wildlife e da innumerevoli altre riserve e aree protette regionali o private, chiamate game reserve, sparse su tutto il territorio.
Non vi basta? Ci sono le spiagge, lunghe, selvagge spiagge bianche disseminate lungo la costa che si affaccia sull'oceano indiano o, quelle più remote dell'oceano atlantico. Potrete scegliere di fare il bagno con i pinguini di Boulders beach oppure immergervi nelle gabbie per vedere gli squali bianchi nella baia di Gansbaai, o ancora fotografare colonie di foche e avvistare balene.
E in quale altro luogo al mondo potreste accarezzare un ghepardo o servire il tè ad un ippopotamo?
Insomma un viaggio in Sudafrica, ve lo assicuro, è un.....trip! 

Tshukudu Reserve



domenica 23 marzo 2014

Il mal d'Africa

Tanti ne hanno sentito parlare in molti ne soffriamo.
Cos'è il mal d'Africa? Non è facile spiegarlo, provate a chiedere ad un brasiliano di spiegarvi cos'è la Saudade...
Io sono, ahimè, vittima di due tipi di saudade, una per l'India ed una per l'Africa.
Tempio Bagavathi Amman - Kanyakumari - Tamil Nadu






Bimbi di un villaggio profughi - Uganda




























E una non esclude l'altra; non riescono a sminuirsi a vicenda, perché se l'India mi lega di testa, spiritualmente, l'Africa mi lega di pancia, fisicamente.
E questa patologia è subdola perché non da sintomi di preavviso, ti cade addosso all'improvviso, quando sei già rientrato dal viaggio. 
Oggi vi racconto il mal d'Africa, il nostro...ma sono sicura che molti ci si ritroveranno perché:
Un giorno, un solo giorno passato nella savana basta per innamorarsi perdutamente di questo continente.
Savana africana - Sudafrica




















Una notte, una sola notte sotto un immenso cielo stellato basta per innamorarsi dei suoi deserti.
Cielo stellato nel deserto - Tunisia























Un ballo, un solo ballo condiviso con la gente di un villaggio e vi innamorerete dei suoi popoli.
Danze al Cuckooland lodge - Uganda

Poi, si torna a casa e succede che un giorno, uno qualunque, guardi ciò che ti circonda e ti rendi conto che la tua mente vede altro. 
Quel che è peggio è che percepisci in modo diverso ciò che ti circonda.
Tutto quello che vedi è "finto" costruito, sta lì per mano dell'uomo, nemmeno gli spazi verdi sono più naturali, rinchiusi in una forma artificiale su idea di qualche architetto che pensa di aver creato un capolavoro, ti senti spesso fuori luogo, mal in sintonia con ciò che ti circonda, mentre quando sei in Africa è tutto più vero, senti di essere parte di ciò che ti circonda, piccolo, minuscolo, ma una parte di un grande quadro che qualcuno ha dipinto perfetto nella sua travolgente a volte spietata bellezza. Senti di essere a casa, i tuoi piedi toccano un suolo che hai già calpestato, ricordo atavico di un passato ancestrale.
E' così che mi sono accorta di avere una grande nostalgia per l'Africa, è da quel momento che sento quotidianamente il desiderio di tornare.


















Ad alcuni succede incontrando il deserto, a me, e a mio marito, è successo incontrando gli animali.
Per giorni, dopo il rientro dal primo viaggio in questa terra, siamo stati vittime dei nostri ricordi che si sovrapponevano come gigantografie alle immagini reali di casa.
Guardi fuori dalla finestra e rivedi la savana con i suoi animali sovrapposta al campo da calcetto riadattato a parcheggio in una giornata umida e fredda dell'inverno ferrarese e realizzi che: sì ti sei proprio beccato il mal d'Africa, nella forma peggiore, quella con conseguente stato depressivo e attacco piagnone!!!
A casa ci stai bene, ma in casa tua, il resto non va bene, perché ti mancano i ritmi dettati dalla natura.
I silenzi del giorno; silenzi riempiti dal fruscio del vento che accarezza il veld, frinire di grilli e cicale nel bush.
I suoni della notte: c'è fermento di notte nella savana….i predatori vanno a caccia… i ruggiti dei leoni, le “risate” delle iene, i richiami dei licaoni.

Leone mentre rugisce
Mamma iena e i suoi cuccioli


Branco di Licaoni























Hai nostalgia del dormire in una tenda sentendo rumori che non sai definire,che fanno salire l'adrenalina restando in ascolto col fiato quasi sospeso per ascoltare e cercare di capire che cosa sarà, sapendo che a pochi passi da te probabilmente un leopardo sta preparandosi ad un agguato. 
Ti mancano i tramonti, violenti nei colori, velocissimi nei tempi, tanto veloci da lasciarti sconcertato con la sensazione di non averlo nemmeno vissuto, ma la certezza che domani tornerà.
Tramonto al confine con l'Angola























Ti manca e vorresti riprovarla altre mille volte, l'emozione di ritrovarti a pochi passi da un Silverback, il maschio adulto dei gorilla, ne restano poco più di 800 esemplari, è un’esperienza commovente e purtroppo non così semplice da realizzare, ma d'altra parte, per la salvaguardia della specie è giusto così.
Gorilla - Bwindi Impenetrable National Park























Ti manca la sensazione di solitudine e infinito che si prova nel deserto, la magia dei miraggi all'orizzonte, la bellezza delle oasi, piccoli puntini sfacciatamente verdi che spuntano all'improvviso in mezzo al nulla.
Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerne le diverse forme, dalle depressioni dei laghi salati della Tunisia, alle dune di sabbia poste alle soglie del Grande Erg Orientale, passando attraverso il deserto detto dell'Hamada, ovvero il deserto costituito da altipiani rocciosi e distese piatte di pietrisco aguzzo e scuro e infine le altissime dune rosse del deserto del Namib...uno dei più antichi del mondo.
Chott - Tunisia
Deserto - Ksar ghilane











































Deserto - Tunisia
Dune del deserto del Namib












































Scimpanzé - Kibale National Park - Uganda











Ci mancano le urla degli scimpanzé delle foreste dell'Uganda, primi saluti del mattino, ultimi della sera!















Fulmini di un temporale in arrivo







Anche i temporali in Africa sono speciali e bellissimi, li senti arrivare molto prima. Il vento aumenta e te ne porta l'odore, li vedi in lontananza strisce nere che passano all'orizzonte ed infine esplode.























Questa è l’Africa, e non solo, è molto, molto di più e quel di più se avete voglia lo potete scoprire nei miei racconti oppure lo potete vivere andandoci e se vorrete io posso aiutarvi ad organizzare e magari, perché no, facciamo un gruppo e ci andiamo insieme.
Rainbow - Solitaire - Namibia





Le foto di questo articolo sono raccolte da una serie di viaggi che abbiamo fatto nel continente africano.
Viaggi fatti in moto, in auto con autista o in self drive e svolti in Tunisia, Uganda, Sudafrica, Namibia.
Se volete vederne altre potete andare sul nostro sito www.amphotographer.net
e scegliere la galleria che preferite.

Se invece volte leggervi un racconto: