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venerdì 26 dicembre 2014

Castiglion Fiorentino e dintorni

Il 2014 è stato decisamente un anno così così, una serie di vicende non simpatiche hanno destabilizzato la nostra quotidianità e ci hanno condizionato al punto da limitare i viaggi.
Ma qualche fine settimana di relax ce lo siamo comunque concesso e ora, che finalmente si parte per il meritato viaggio vero, quello che dura, quello on the road, quello che porti a casa migliaia di foto; in attesa di quelle emozioni, vi racconto di un piacevole week-end passato con amici in Toscana.

Panorama Pierle























Tre orette di auto, di un venerdì in tardo pomeriggio, per arrivare in provincia di Arezzo.
Alloggeremo in una casetta tutta per noi.
Come sempre, quando si scelgono gli alloggi su internet, hai il pensiero: sarà davvero come nelle foto?
Certi che arriveremo tardino e stanchi da una settimana di lavoro, partiamo infatti alle 17.00 perché prima si lavora; ci siamo organizzati con cena pronta da consumare nella casetta che ci aspetta a Castiglion Fiorentino. E' una delle cose che mi piacciono dell'alloggiare con questa soluzione anziché in albergo, non avere orari e potersi rilassare senza dover sempre correre al ristorante, che, diciamocelo, a volte stressa e ne risente anche il fegato, oltre che il portafogli.
Il ristorante deve essere un piacere, se ci vai troppo spesso perde quella sensazione di momento di "festa".
Bene, dicevo, le 3 orette passano in chiacchiere e arriviamo a Castel Fiorentino alle 20.30 , trovandola già vestita a festa (siamo a fine novembre).
Prendiamo "possesso" dell'alloggio, ci spartiamo le camere e ci mettiamo comodi in tuta, e:
Cristina ha dimenticato le ciabatte, il dentifricio (la moglie di un dentista che dimentica il dentifricio fa ricordare il calzolaio che va con le scarpe rotte ;), una felpa...e non ricordo che altro.

La cucina


































Prepariamo i letti mentre nel forno la cena si riscalda e Andrea crea l'atmosfera selezionando la musica di sottofondo, Lorenzo è già in modalità relax e si presenta in versione Epifanio facendoci sbellicare dalle risate.
Sono contenta quando intorno a me vedo le persone rilassarsi, anche per lui quest'anno non è proprio stato dei migliori, è una persona a cui sono molto affezionata, e provo per lui un sentimento fraterno nonostante non ci si conosca dall'infanzia.
La casetta è molto semplice con un allure di ritorno al passato. Ci staremo 2 giorni e ci staremo bene.
Ridendo scherzando e mangiando, riusciremo a far l'una, satolli e forse un poco alticci ce ne andiamo al calduccio sotto le coperte, domani si va alla scoperta dei dintorni.

Letto 1

letto 2























La mattina ci saluta con il sole, in realtà saluta me perché gli altri tiran tardi!
Usciremo credo intorno alle 11, pensando di arrivare al lago Trasimeno attraverso una strada che ci è stata consigliata da Ilaria, la padrona di casa.
Ci dirigiamo verso Cortona che visiteremo sotto sera, e attraverso la strada provinciale n.35 arriviamo a Pierle, un gioiellino perso fra le colline a ridosso del territorio umbro.

Borgo Pierle























Il castello feudale svetta sopra la manciata di case del minuscolo centro abitato, credo che vi saranno al massimo 30 anime che vivono qui, in casette di pietra ben mantenute e deliziose alla vista, forse son più i gatti delle persone, sembrano essere i padroni indiscussi del borgo tant'è che ve ne sono ovunque, da quello stesso in mezzo alla strada di accesso e quelli accovacciati sui tetti, a quelli che ti vengono incontro miagolando complimenti!

Case e gatti

Terrazza

Micio























Il castello sembra in fase di recupero, vi sono delle impalcature attorno alla torre principale, ma devo
dire, che come sempre, le rovine hanno un certo fascino e le foto si sprecano, tornata a casa andrò ovviamente a cercare informazioni su questo luogo, ma ahimè non se ne trovano molte, il sito più completo e ben fatto a mio avviso è  roccadipierle.it  


Castello Pierle

castello e case

Il retro della chiesa























Fra passeggiata, fotografie e coccole ai gatti si è fatta ora di pranzo, recuperiamo l'auto e via, direzione Passignano sul Trasimeno, sconfiniamo in Umbria.

Nebbia sul lago














Il sole va e viene, e il lago si presenta avvolto da una melanconica foschia, anatre e altri uccelli acquatici nuotano indisturbati e silenziosi, immergendosi di tanto in tanto per vedere di buttar giù un boccone!
A dire il vero il boccone lo dobbiamo buttar giù pure noi, prima che i ristoranti chiudano e così cominciamo a spulciare fra i vari menù dei locali che sfilano sulla lake drive.
Le nostre papille gustative vengono stuzzicate dal menù più insolito che troviamo, piatti a base di pesce di lago. Voi direte, cosa c'è di strano, siete su un lago! C'è che questo è l'unico ristorante dove viene proposto, negli altri i menù sono a base di pesce di mare, e siccome a noi piace assaggiare food km0 ci fiondiamo al ristorante Il Molo dove veniamo accolti e curati tutto il tempo in modo davvero piacevole e professionale, la gestione è familiare, papà e mamma in cucina e il figlio in sala, brave persone che fanno il loro lavoro con amore, passione e competenza. Ottimo il menù, noi, come già detto ci dedicheremo a quello di lago, ma c'è anche la sezione terra e quella mare.
I piatti non sono molti, ma sono sufficienti ad incuriosirci al punto da non sapere quale scegliere, accettiamo il suggerimento di Andrea (il figlio) e optiamo per una degustazione:
assaggio di antipasti composto da carpaccio di persico, bruschette del lago e frittura di agoni del Trasimeno
Tagliolini alla tinca affumicata e per secondo carpa in porchetta, un piatto davvero spettacolare che con il porco non a niente a che fare se non il ricordarlo per consistenza e profumi, Insomma sembra di mangiare porchetta ma porchetta non è :)
Il tutto annaffiato da ottimo vino e una selezione di ammazza caffè così particolari da perderci la testa...
Il nostro vagare ci riporta verso Castiglion Fiorentino, ma la sosta a Cortona è d'obbligo, anche perché dobbiamo incontrare Ilaria che proprio in centro ha un altro piccolo alloggio nuovo nuovo e romanticissimo e noi lo vogliamo vedere, chissà mai che si ritorni in zona!

Cortona























Cortona è vestita a festa e i negozi sfoggiano vetrine allettanti, le luci della sera rendono la visita suggestiva e la leggera pioggerellina che, di tanto in tanto, appare, ci fa un baffo. Dobbiamo camminare, camminare, camminare, che c'è da smaltire il pranzo.

Cortona by nigth















E cammineremo, perché il nostro cicerone ci porta a passeggio su e giù per il borgo in cerca di scorci particolari fino ad arrivare a "Casa mia a Cortona" il rifugio di Ilaria, una romantica alcova per un soggiorno a due.

Casa mia a Cortona












Casa mia a Cortona

























Sono oramai le 19.30, siamo stanchini direi, rientriamo alla nostra casetta e realizziamo che nessuno
ha la minima intenzione di uscire per cena, troppo stanchi.
E dov'è il problema, ci siam portati cibo per un reggimento, improvvisiamo una cenetta a base di crostini, il vino non ci manca, e diamo fine a ciò che era restato dalle sera precedente, questa volta non arriviamo nemmeno a mezzanotte, buonanotte a tutti.
Ultimo giorno toscano, mattinata tutta dedicata al paese che ci ospita cercando angoli nascosti.
Partiamo dalla Porta Romana, i muri de "le Antiche Scale", la nostra dimora, ne fanno quasi parte, risaliamo via S. Michele fino alla piazza centrale e proseguiamo per la Torre del Cassero.

Castiglion Fiorentino























Quant'è bello questo posto, si respira la storia, ci siamo solo noi, questo contribuisce a suggestionare la fantasia che vede passare ombre di cavalieri e dame, arcieri e cantastorie.
Proseguiamo senza meta fra sali e scendi di vicoli e scalinate per arrivare a piazza San Francesco dove troviamo un ristorante tipico, di quelli con enorme griglia a vista, decidiamo di fermarci qui per pranzare e questa volta sarà a base di formaggi, ribollita e crostini.
Il nostro tempo in terra aretina sta per finire, con calma sgomberiamo l'alloggio, telefoniamo a Ilaria per salutarla e rassicurarla che tutto è chiuso bene e facciamo ritorno a casa contenti della nostra mini vacanza.

Castiglion Fiorentino
Scorci di Castiglion Fiorentino

























Ringrazio Ilaria de - Le antiche scale e di Casa mia a Cortona per l'ospitalità
e Andrea del ristorante Il Molo, la sua mamma e il suo papà per l'ottima cucina
Un grande grazie a Lorenzo e Cristina per la splendida compagnia

domenica 23 novembre 2014

CASTELLO DI DUINO - TRA LEGGENDA E POESIA

TAMARAP
























“Narra la leggenda che in un tempo assai remoto nella rocca di Duino abitava un cavaliere malvagio che disprezzava la sua sposa gentile e virtuosa.
Questa lo amava a tal punto da perdonargli tutte le offese e sperava di poter intenerire il suo cuore con parole amorevoli. L'uomo, invece, infastidito dall'atteggiamento della moglie, aveva escogitato un piano per ucciderla. Una sera l'attirò su una roccia stretta sotto le muraglie del castello per spingerla in mare. Esterrefatta la castellana volse lo sguardo al cielo, domandandogli aiuto. Un grido appena soffocato le uscì dalla bocca e rimase interrotto: nel suo grande dolore era rimasta pietrificata.
Da quel giorno verso l'ora degli spiriti la Dama Bianca si stacca dalla roccia e comincia a peregrinare. Per tre volte appare e per altrettante scompare nelle cupe sale del castello. Passa attraverso le porte chiuse, vaga di sala in sala finché non ritrova la culla in cui un tempo dormiva suo figlio.
Lì la Dama Bianca rimane in un silenzio profondo fino all'alba, quando, abbandonata quella culla, ritorna alla sua roccia, dove il dolore la trasforma nuovamente in pietra.
Altri, invece, raccontano di un candelabro romano che si trova in una sala del castello e che ogni notte arde ed attraversa i saloni, mentre le porte si aprono da sole.
È la Dama Bianca che lo regge quando, invisibile, vaga disperata per il castello.”
(fonte: http://www.camelot-irc.org)


Castello di Duino


















Siamo a Duino, piccolo comune (Duino-Aurisina) a pochi passi da Trieste, sulla strada costiera che già di per sé vale una visita.
In realtà la “Rocca della dama bianca” altro non è che quel che resta del vecchio Castello sorto nel XI secolo e distrutto  nel 1478 in seguito ad un attacco dei turchi.
Successivamente fu costruito nei primi anni del 1400  dai Walseeun un secondo Castello  che è attuale dimora dei Principi della Torre e Tasso.
La visita ci porta attraverso stanze, terrazze a picco sul mare da cui si gode di una vista sul Golfo di Trieste stupefacente, saloni in cui si respira aria di mistero, di storia e di cultura. Eh già: perché questa fu dimora temporanea per molti artisti tra cui Johann Strauss, Franz Liszt, Mark Twain, Gabriele D'Annunzio. Su tutti spicca la figura di Rainer Maria Rilke, che qui compose le sue famose "Elegie”.
Devo dire che mi sento un po’ in soggezione: sapere che gli stessi luoghi che sto visitando sono stati frequentati da tali personaggi mi rende quasi timorosa.

Castello di Duino


































Senza parlare del fatto che la presenza della Dama Bianca è palpabile..o almeno lo è per me! Sarà suggestione o pazzia incombente, ma girovagando per queste stanze ho come l’impressione di essere osservata.
Usciti dal Castello scendiamo verso il Parco e ci perdiamo nei suoi viali romantici, circondati da distese di fiori di ogni genere e da roseti, da statue e reperti archeologici; il tutto nella magnifica cornice del blu infinito del mare. Resto incantata e sognante: immagino come doveva essere la vita qui tra feste, balli, intrighi e innamoramenti.
Il ritorno alla realtà è immediato quando scendiamo al Bunker. Costruito nel 1943 dalla Marina tedesca a difesa della base di Sistiana contro un eventuale sbarco alleato.

Castello di Duino


































E’ una struttura scavata nella roccia profonda quasi 20 metri. Oggi nella “sala centrale” trovano posto cimeli dell’epoca: uniformi, elmetti, armi della Seconda Guerra Mondiale e della successiva occupazione anglo-americana che ne fece un deposito di carburante!

Castello di Duino

























Castello di Duino


































Ed una vecchia bicicletta, chissà come mai abbandonata qui

Castello di Duino























Il contrasto tra il Parco e questo luogo mi fa mancare il respiro: sento il bisogno di uscire e riprendere contatto con la luce!
Niente di meglio che fare una passeggiata attraverso il Sentiero Rilke che collega Duino a Sistiana. Il Sentiero prende il nome da uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo, che come già detto soggiornò a lungo al Castello ospite dei Principi Torre e Tasso e che qui amava passeggiare. Come dargli torto!?
Lungo il percorso di quasi 2 km., che costeggia la Riserva Naturale Regionale delle Falesie di Duino e si affaccia sul Golfo di Trieste, camminiamo protetti da una staccionata di legno e ci perdiamo nei profumi della macchia mediterranea, ci meravigliamo alla vista delle falesie e al panorama che si apre sotto e intorno a noi:

Panorama





























Panorama























Durante il percorso ci fermiamo ad ammirare tutto questo dai vari “belvedere” che sono all’uopo stati costruiti o adattati. Osserviamo anche le numerose postazioni belliche risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
La passeggiata è davvero piacevole e poco impegnativa dal punto di vista fisico. Siamo fortunati e la giornata è resa limpida da un leggero vento di bora che ci permette di volgere lo sguardo fino alla Laguna di Grado e alla costa istriana.





























Mappa tratta da http://www.sentieridautore.it/sentieridautore.it/Home_page.html

Sta per fare buio e a malincuore rientriamo verso il parcheggio e ci dirigiamo lungo la strada costiera fino ad arrivare al Castello di Miramare.. Ma questa…è un’altra storia:
























E lo spettacolo di questo tramonto



































è sicuramente un regalo della Dama Bianca.
[...]
Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell’aria della notte
dire meraviglie. Perché sembra che tutto
faccia segreto di noi. Guarda, gli alberi sono; le case,
che noi abitiamo, rimangono. Solo noi tutto
trapassiamo, come l’aria che muta.
E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace
un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile.
[...]
Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi


INFORMAZIONI

Castello di Duino - Via Castello di Duino, 32 - Duino Aurisina (Trieste)
Tel. 040 208120 - Fax 040 208022
E-mail: per informazioni sulle visite: visite@castellodiduino.it 
per altre informazioni: info@castellodiduino.it
Sito Web: www.castellodiduino.it

Il Castello di Duino è raggiungibile:
In auto: autostrada Venezia-Trieste, uscita  Duino proseguire per 400 mt.
In treno: Stazione Trieste - bus 51 - 20 minuti
In aereo: Aeroporto di Trieste - tempo di percorrenza 30 minuti; Aeroporto di Venezia - tempo di percorrenza 1 ora e mezza

LIBRI

“Elegie Duinesi” di Rainer Maria Rilke (ed. Universale Economica Feltrinelli)

“Morte di un’ape regina” di Francesca Raffaella Guerra (ed. Ubi Minor)
Questo libro fa parte della collana “Friuli, terra di misteri” in cui l’autrice fa conoscere luoghi poco noti ma  meravigliosi di questa terra. Si tratta di libri gialli che si leggono d’un fiato.
Questo in particolare è ambientato a Duino; il Castello e la leggenda della Dama Bianca sono parte integrante del racconto. Narra le vicende di un gruppo di adolescenti la cui bravata sfocerà in tragedia.





giovedì 13 novembre 2014

REDIPUGLIA - PRESENTE!

Vi presento una cara amica, Tamara.
Lei è friulana, amante della montagna e legata alla sua terra, da oggi ci farà compagnia provando a svelarcela poco alla volta...

Redipuglia















Vi voglio portare in un luogo che evoca echi lontani di guerra, in cui il silenzio assoluto ti avvolge, in cui puoi immaginare il tormento e il patimento degli uomini, in cui respiri la Storia.
Questo luogo si trova a pochi passi da Gorizia ed è il Sacrario Militare di Redipuglia, in Comune di Fogliano di Redipuglia.

Redipuglia























E’ il più grande sacrario militare d’Italia realizzato sulle pendici del Monte Sei Busi e custodisce i resti di più di centomila soldati caduti nelle battaglie, svoltesi nelle zone circostanti, durante la Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo nella zona di confine tra Italia, Austria e Slovenia (ex Jugoslavia).
Abbiamo deciso di fare questa sorta di “pellegrinaggio” proprio in occasione del centenario dello scoppio della “Grande Guerra”.
Prima di salire al Sacrario vero e proprio composto da tre livelli e le cui tre croci sulla sua sommità richiamano l'immagine del Monte Golgota e la crocifissione di Cristo,

Redipuglia


















decidiamo di visitare il Colle S. Elia ora chiamato “Parco delle Rimembranze”  che si trova proprio di fronte al Sacrario.
Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio, prendiamo il viale che ci porterà ad ammirare una colonna romana,  a ricordo di tutti i caduti di tutte le guerre, proveniente dalla vicina Aquileia.
Lungo il viale si trovano cippi commemorativi in pietra carsica con riproduzioni di cimeli ed epigrafi:

Redipuglia


Redipuglia





















































come la stufa da trincea

Redipuglia

































o il telefono da campo

Redipuglia























ed epigrafi commemorative dedicate ai diversi Reparti
In questa passeggiata  il silenzio e il rispetto sono palpabili…un silenzio innaturale, si respira un’atmosfera particolare.
Lasciato il Colle S. Elia, attraversiamo la strada e ci troviamo di fronte l’imponenza del Sacrario che mette un po’ soggezione, non solo per la sua Storia ma soprattutto per quello che simboleggia.
Percorriamo la “Via Eroica” lastricata di targhe in bronzo indicanti i nomi delle varie località carsiche in cui sono state combattute le battaglie, arrivando alle Tombe dei Generali: qui è sepolto il Comandante della Terza Armata Emanuele Filiberto Duca d'Aosta su sua espressa volontà.
Iniziamo la salita i cui gradoni custodiscono le spoglie di quasi 40.000 soldati identificati; è impressionante...credo che ognuno di noi riesca atrovare il proprio cognome, magari un trisnonno o un lontano parente...quasi una specie di albero genealogico!
Sopra ogni gradone so legge la scritta "PRESENTE", ripetuta quasi all'infinito.

Redipuglia


























Arriviamo alla sommità della gradinata dove si trovano due grandi tombe comuni dei 60.000 soldati ignoti

Redipuglia























Ci addentriamo alle spalle del Sacrario dove si trovano due sale Museali (Chiuse! Sigh!) e l’Osservatorio con un plastico del territorio e delle battaglie.

Redipuglia























Il Sacrario lo avevo visitato da piccola, probabilmente in gita con la scuola, ma tornarci da adulta e con mio marito, che di lavoro fa proprio il militare, mi ha dato delle emozioni forti, molti pensieri si accavallano; e proprio mentre scendiamo la lunga scalinata i miei occhi incontrano questo:

Redipuglia























forse un omaggio di qualcuno che ci ha preceduto….o, come mi piace pensare, un simbolo ed un segno di speranza in questo luogo che è si di morte ma soprattutto di ricordo e di monito.

“…Questa certezza che la sua vita dipendesse dalla mia volontà, mi rese esitante. Avevo di fronte un uomo”
(tratto da “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu)


INFORMAZIONI
Redipuglia è’ raggiungibile in auto (autostrada Venezia-Trieste, uscita Redipuglia proseguendo per 2 km in direzione Fogliano Redipuglia), in treno (stazione ferroviaria di Redipuglia sulla linea Udine-Gorizia-Trieste), in aereo (aeroporto di Ronchi dei Legionari, 5 km).

Sempre aperto
Per la visita alle salette museali, Si consiglia di contattare la direzione per gli orari di apertura e chiusura
Segnalo anche il piccolo Museo a fianco del parcheggio in cui sono contenuti cimeli, uniformi e lettere dei soldati:
Via III Armata
34070 Fogliano Redipug
lia (GO)
Tel. +39 0481 489024
Sentieri di Pace
Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica di Fogliano Redipuglia
Via III Armata, 54
I-34070 Fogliano Redipuglia (GO)
Tel. +39 0481 489139
plfogliano@tiscali.it


APPROFONDIMENTI


Vorrei segnalare una bella iniziativa:
“Il cammino della memoria”, quasi 2.000 km percorsi a piedi nei luoghi simbolo della Grande Guerra.


LIBRI

Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu (ed. Einaudi – anche ebook)
Ambientato sull’Altipiano di Asiago (non lontano da qui) è un libro memoria  che Lussu , ufficiale della Brigata Sassari, scrisse durante i suoi giorni sull’altopiano tra il giugno del 1916 e il luglio del 1917. E’ ritenuto a ragione, secondo il mio modesto parere, una delle più grandi opere sulla Prima Guerra Mondiale.


“Catastrofe 1914 – L’Europa in guerra”  di Max Hastings (ed. Neri Pozza – anche ebook)



sabato 9 novembre 2013

Pantelleria a ritmo lento

Questa mattina mi sveglio, apro le finestre, c'è la nebbia, e allora come non tornare con la mente a Pantelleria e alle sue soleggiate giornate di ottobre?!
Terrazza del Dammuso
La terrazza del dammuso
Lei sta lì, a cavallo fra Africa e Europa, un poco africana e un poco italiana, a volte ne africana ne italiana, un mondo a se, fatto di ritmi lenti accompagnati dal rumore del mare che si infrange sulle rocce nere delle sue coste inaccessibili. Un puntino sospeso nel Mediterraneo, distante dalla costa tunisina solo una settantina di chilometri, la madre terra siciliana ne dista di più!
Difficile credere che è la quinta isola italiana in ordine di grandezza, nessuno ne parla mai! Sarà lei l'isola che non c'è di Peter Pan?
E' nata da manifestazioni vulcaniche che nel tempo si sono sovrapposte e succedute per regalarci questa piccola perla, e  in tutta l'isola se ne possono vedere i segni facendo anche belle escursioni. Per chi è particolarmente interessato all'argomento a Punta Spadillo c'è anche un museo vulcanologico.
La nostra vacanza è iniziata di domenica e visto che la domenica è fatta per riposare, questo è stato il leitmotiv di questa settimana di metà ottobre.
Bello è stato godere del sorgere del sole dalla terrazza del dammuso, leggendo, sorseggiando tè, guardando il mare e sentendone l'odore con la compagnia di Memé che ha voluto essere il "nostro" gatto per una settimana.
vista dalla terrazza del Dammuso
Vista dal dammuso
Memé
Bello è stato veder spegnere il giorno in tramonti infuocati sorseggiando un aperitivo e preparando il fuoco per la griglia.
Tramonto dal terrazzo
Tramonto

Bello è stato dormire con le finestre aperte e sentire sempre solo, ininterrottamente il suono delle onde che si gettano contro gli scogli, e scoprire come cambia il suono cambiando lo stato del mare, quasi un fruscio a mare calmo, uno scroscio impetuoso a mare mosso, e più il mare è mosso, più il rumore è forte e coinvolgente!
Pantelleria non è per tutti e non è solo per ricchi.
Pantelleria non ha spiagge e il litorale molto frastagliato offre "solo" scogli e piccolissime insenature nascoste dalle montagne che arrivano sino al mare. Alcune di queste di una bellezza unica, sono anche piuttosto complicate da raggiungere e a volte bisogna percorrere sentieri scoscesi camminando anche per un oretta, altre si raggiungono solo dal mare.
Ma se siete amanti della natura selvaggia e preferite stare lontani dal turismo dello sdraio a tutti i costi, a Pantelleria ci lascerete il cuore.
Il suo turismo, quasi inesistente, è fatto di persone che amano il silenzio (qui persino i gabbiani sono discreti), persone che non cercano la mondanità ma privacy e riposo del fisico o della mente;  molti sono affezionati che tornano perché qui si "stacca" veramente.
Per chi ama camminare è perfetta, ci sono sentieri per fare trekking di diverse difficoltà con vedute mozzafiato, per chi ama invece i fondali marini bastano una maschera e le pinne, senza contare le fantastiche immersioni che si possono organizzare.
Un vecchio pandino è stato il nostro mezzo di locomozione. E' l'ideale per le strade dell'isola, strette e a volte sterrate.
Dopo un primo giro completo, usando la strada perimetrale, per farci un'idea dei tempi di percorrenza e per poter avere una visione generale di cosa ci aspettava, abbiamo intervallato le nostre escursioni a giornate di assoluto relax e, come si sa, le vacanze sono sempre troppo corte, così ci resta tanto da vedere...sarà un buon motivo per tornare. ;)
Ci siamo immersi nelle vasche calde delle Grotte di Sataria, e nelle pozze del Lago di Venere.
Escursione Pantelleria
Grotte di Sararia
Lago Specchio di Venere
Lago di Venere anche detto Lago Specchio di Venere
Ci siamo goduti lo spettacolare acquario naturale del Laghetto delle Ondine e abbiamo fotografato l' Arco dell' Elefante con le cale Levante e Tramontana.
Escursioni Pantelleria
Lago delle Ondine visto dal sentiero che vi accede
Escursioni Pantelleria
Lago delle Ondine - un acquario naturale
Pantelleria panorama
L'arco dell'elefante
Pantelleria panorama
Cala Levante

Tutte le mattine si andava in paese a fare spesa  per cene luculliane dove gli ingredienti sono sempre stati quelli che offre il territorio, gustandoci grigliate o zuppette fantastiche annaffiate da Zibibbo. Ho imparato a cucinare la murena, così come la si fa a Pantelleria: prima fritta e poi messa in umido facendo il sughetto con pomodori, olive e capperi. E' stato come vivere alla...c'era una volta...Andrea puliva il pesce a mare, come dicono i siciliani, e Memé gli faceva compagnia in attesa di qualche bocconcino,


io preparavo l'aperitivo al tramonto e la cena che poi si consumava con la candela accesa...ma cosa si può volere di più?
Noi ce la siamo goduta così, a ritmo lento, senza strafare, senza voler vedere tutto in 7 giorni, ma trovando un giusto equilibrio fra l'oziare un po' e lo scoprire le sue meraviglie. Regalandoci un dammuso quasi nel mare, tanto gli era vicino...
Dammuso in riva al mare
Dammuso al mare
Le previsioni mettevano pioggia e temporali per tutta la settimana!! Le nuvole corrono veloci a Pantelleria e il sole si copre e si scopre in un secondo, quando piove è un attimo, uno scroscio e via, i panteschi dicono che da loro è estate fino a Natale poi fa freddo fino a marzo, se freddo si può chiamare 15°. Abbiamo scoperto che ottobre è perfetto,  belle giornate di sole ancora estivo ma non sfacciato, si, qualche mezza giornata nuvolosa, ma fa caldo lo stesso.La sera basta una manica lunga per poter cenare ancora sotto il canniccio, la notte finestre aperte ed una leggera coperta, il mare regala ancora bagni per aver accumulato calore durante l'estate e visto l'abbassarsi dei prezzi si può avere un dammuso anche con 300 euro, ma ci si può regalare anche il lusso a prezzi accessibili.
E' stato difficile il rientro, la domenica mattina, mentre si chiudeva la porta di casa per l'ultima volta, ci siamo guardati e avevamo le lacrime agli occhi entrambi, come sarebbe bello poter vivere così; di poco.
Abbiamo salutato Memè col cuore che si stringeva pensando ai giorni a venire, sapendo che per qualche giorno avrebbe continuato ad aspettarci non capendo dove siamo finiti.
Ma abbiamo anche sorriso al pensiero che torneremo, perché ce lo siamo promessi, questa settimana di ottobre deve diventare un appuntamento annuale e allora...Memé, aspettaci!
Ciao, ciao Memé